• Stefania Gaia Paltrinieri

Real Bodies, oltre il corpo umano: l'immortalità è in mostra a Milano



Nell’edizione in corso di “Real Bodies, oltre il corpo umano”, oltre ai corpi e agli organi conservati con la tecnica della plastinazione (che l’hanno resa celebre al punto di raggiungere nel capoluogo lombardo i 280mila ingressi nel 2016), si trovano nuove sezioni dal forte impatto didattico-divulgativo: quella dedicata a Leonardo Da Vinci, in occasione dei 500 anni dalla sua scomparsa, quella sulle ultime scoperte nel campo della biomeccanica, la sezione che illustra gli effetti delle dipendenze sugli organi, una sull'anatomia comparata con il regno animale e, alla fine del percorso espositivo, una sezione incentrata sulle tecnologie applicate agli scenari possibili dopo la morte per affrontare con approcci coraggiosi il più complesso degli argomenti tabù.

Crioconservazione, albero o diamante? Sono le pratiche di conservazione, sepoltura e trasformazione dopo la morte esposte fino alla fine di gennaio 2019 nella sezione “Immortalità” di “Real Bodies, oltre il corpo umano”, l’expo di anatomia organizzato da Venice Exhibition a Milano in via G. Ventura 15, in zona Lambrate.


È il caso della tecnica "Crìonica", la tecnologia più avanzata nella conservazione dei corpi grazie alle temperature di congelamento dell'azoto liquido, raccontata con l’esposizione, per la prima volta in Europa, di una capsula russa per la crioconservazione. Chi ne ha fatto uso ha scommesso sul fatto che in futuro le persone potranno risvegliarsi perfettamente in forma. Una prospettiva molto affascinante, anche in previsione della corsa alla conquista di nuovi pianeti, ma al tempo stesso spaventosa: attualmente non è possibile avere alcuna garanzia sui futuri sviluppi della tecnologia. La pratica è vietata in Italia e in molti Paesi europei, ma è ampiamente utilizzata negli Stati Uniti e in Russia.


Uno altro scenario post-mortem proposto da "Real Bodies" è quello di "Capsula Mundi", un progetto italiano che prevede il ritorno alla natura attraverso la sepoltura in un’urna biodegradabile o del cadavere in posizione fetale o delle sue ceneri. Sopra l’urna viene piantato un albero, scelto dalla persona quando ancora in vita, perché possa avvolgere il defunto con il passare del tempo. Un cimitero, collettivo o di famiglia, potrà così diventare un bosco, un luogo libero da segni e da architetture commemorative, custodito e protetto dalla collettività: un bosco “sacro”. In Italia l’attuale normativa cimiteriale, Regio Decreto del 1934, non consente le inumazioni “verdi” ma solo la dispersione delle ceneri. I “cimiteri verdi” sono invece diffusi da tempo nei paesi di cultura anglosassone.

In esposizione a Real Bodies ci sono anche i diamanti: ceneri del defunto trasformate in pietra preziosa attraverso un processo chiamato “Diamantizzazione” che le trasforma prima in carbonio e poi in grafite attraverso acidi, presse, e forni, riproducendo in laboratorio i processi millenari della Terra. Poter “indossare” il proprio caro è una soluzione che ha suscitato non poche polemiche nel nostro Paese, contrariamente al successo riscontrato in Giappone, Germania e Svizzera.

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